sabato 20 gennaio 2018

Ricordi d’infanzia, ricordi di altre feste…



Nei giorni delle feste mi è capitato spesso di pensare a quand’ero bambina e vivevo il periodo del Natale come un vero momento magico.


Non eravamo ricchi, ma non ci mancava il necessario. Il superfluo però era poco di moda a casa nostra.  Ad esempio, noi non avevamo la macchina. Mio padre diceva sempre che me l’avrebbe comprata per i miei diciott’anni, ( e mantenne la parola!) ma, al momento, non era affatto necessaria, perché bastavano le nostre biciclette. Ricordo che una volta, mentre ci recavamo a piedi dai nonni, ne avevo vista una parcheggiata ai bordi della strada e avevo fatto un gran capriccio: “Prendila, prendila papà!” Ma lui era rimasto irremovibile e avevo dovuto adattarmi a camminare.  In ogni caso, quando bisognava andare da qualche parte, c’erano quasi sempre cugini o amici disponibili a venirci a prendere con la loro automobile, e non potevo proprio lamentarmi più di tanto.


Non avevamo nemmeno i termosifoni. In compenso avevamo delle stufe che scaldavano tantissimo, ma che era necessario accendere ogni mattina e rifornire continuamente di legna o carbone. Mio padre si alzava presto per accenderne almeno una ma, quando uscivamo per andare a trovare qualche parente, tornavamo a casa e trovavamo tutto freddo.  

In ogni caso, ero felice lo stesso. Proprio ieri, in televisione, ho sentito parlare di un detto di don Bosco che recitava così: “I bambini hanno bisogno soprattutto di sentirsi amati”. Io amata lo ero davvero, e tanto! 


A Natale non si parlava mai di Babbo Natale, ma piuttosto di Gesù Bambino. Era lui che portava i doni a casa nostra.

Ricordo che, una volta, avevo chiesto una carrozzina per la bambola uguale a quella di una mia amichetta. Era bellissima e sembrava proprio una carrozzina per bambini. Quella che invece era arrivata a me era molto più piccola e misera e si vedeva proprio che era un giocattolo. Ero rimasta veramente delusa! I miei genitori mi avevano spiegato che, quell’anno, Gesù Bambino era particolarmente povero e non aveva potuto accontentare tutti i bambini. Alla fine, me ne ero fatta una ragione.



La Befana a casa nostra portava invece solo dolci e frutta. Se andava bene, arrivava pure il carbone dolce che, al contrario del suo aspetto, era molto buono e atteso!

Quell’anno, la sera precedente al suo arrivo mi aveva vista alle prese con un nuovo gioco. Avevo messo le sedie della cucina in fila, le avevo coperte con una tenda e le avevo trasformate in un treno, di cui io ero la macchinista. Ah mi bastava poco per divertirmi! Poche cose e tanta fantasia.

Ero andata a letto lasciando il treno montato al fine di poterci giocare ancora il giorno dopo. Avevo teso l’orecchio, in ascolto di eventuali rumori che avesse potuto produrre la Befana ma, alla fine, il sonno mi aveva vinta.

La mattina non avevo trovato nulla! Un’altra delusione! Gesù Bambino non mi aveva portato la carrozzina che avevo chiesto e la Befana non era nemmeno venuta. Si era data alla fuga!

Poi i miei genitori mi avevano suggerito di giocare con il treno e … sorpresa! Proprio lì, sotto la tenda, c’erano cioccolatini, mandarini, frutta secca e carbone dolce!Alla befana era piaciuto il mio trenino. Che gioia!


E’ passato tanto tempo da quei giorni. Sembra successo in un’altra vita, una vita fatta d’innocenza, scoperte, giochi, sogni e amore puro. Per fortuna ci sono i ricordi!


Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger, su parole scelte a turno dai partecipanti ( evidenziate in grassetto), organizzato su VerbaLudica. 




domenica 24 dicembre 2017

The show must go on



Ho portato a casa i postumi di un'influenza vissuta in piedi, il naso rosso, la gola infuocata, la voce praticamente scomparsa ma, alla fine, anche quest’anno lo spettacolo doveva continuare e sono riuscita a partecipare al tradizionale saggio natalizio della Scuola con il mio splendido coretto della prima A, raccogliendo applausi ed emozioni.

In sala, un papà mi ha riportato alla mente un momento speciale. Avevo poco più di vent'anni ed ero alle prese con il mio primo, piccolo saggio. Lui era un violinista bravissimo, alto un soldo di cacio e tenero, tenero. Ricordo che venne al saggio con la febbre e mi disse: " Sto male, professoressa, ma sono venuto per lei!" Ah! Certe attenzioni non si dimenticano! E si ricambiano, anche a distanza di anni e per alunni diversi.

C'erano poi alcune mie ex alunne, ora colleghe affezionatissime, e tanti amici, colleghi, genitori...Una bella festa, che mi ha arricchita ancora una volta con la magia della musica, dell'amicizia e della simpatia.

Lo spettacolo, a detta di tutti, è stato grandioso e il migliore degli ultimi anni. L’orchestra, costituita da cinquantacinque elementi, ha suonato alla grande con chitarre, flauti traversi, tastiere, violini, chitarra elettrica, basso e batteria e il coro, costituito dai 25 alunni della prima media, è stato veramente grande, per non parlare delle cantanti soliste, spettacolari!
Età degli esecutori: undici, dodici e tredici anni.
Il programma spaziava dalle colonne sonore di films famosi ( es. Mission impossibile, Sister Act, Il laureato…) a brani classici come “O fortuna” tratto dai Carmina Burana di Orff, a brani natalizi come Last Christmas, Happy Christmas e Christmas lullaby, fino al medley rock “We will rock you - Another brick in the wall - Jump” che ha coinvolto anche il pubblico nel suo ritmo scatenato.
Le repliche sono state ben quattro in una stessa giornata ( ore 11- 14,30- 17- 21) e, per le prime due volte, si è avuta anche la partecipazione degli alunni delle quinte elementari, che hanno portato il coro a ben centosessanta elementi. Spettacolare!

Ora i riflettori sono spenti. Orchestrali, coristi e professori si stanno godendo il meritato riposo  e qualcuno, come me, cerca di curare anche influenza e raffreddore.
Nel cuore un’emozione ed un ricordo positivo in più, perché, come dice anche il grande Uto Ughi,La musica è un linguaggio di fratellanza e l'orchestra è l'embrione della società, perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri.”

Vi lascio l’ascolto di un piccolo video amatoriale. Non è di ottima qualità, ma rende l’idea…
Buon Natale a tutti!



venerdì 8 dicembre 2017

E' ARRIVATA LA NEVE!



Circa una settimana fa è arrivata, anche in pianura, la neve.
I primi fiocchi sono caduti proprio mentre svolgevo l’ultima ora di lezione in seconda A e i ragazzi si sono lanciati a capofitto verso le finestre gridando felici: “Nevica!”

Nel fine settimana ne sono arrivati parecchi centimetri. Il giardino e il cortile si sono trasformati in un tappeto bianco e mio marito ha avuto il suo bel da fare a spalare. La neve rimasta si è trasformata in ghiaccio e, con le temperature di questi giorni, credo che resisterà ancora un bel po’. 

In tutto questo, chi veramente ha goduto della nevicata è stato il nostro cagnolino Terry, sempre pronto a rotolarsi per pulirsi il mantello e darsi una bella grattatina alla schiena.  
Io dico sempre che, chi volesse vedere il vero aspetto della felicità, non avrebbe che da guardare il nostro cane, un animale veramente sereno e felice di stare al mondo.

Eccolo qui, in una serie di scatti immortalati da nostro figlio, sempre pronto a cogliere le opportunità per una bella fotografia.