mercoledì 14 giugno 2017

Libri parlanti



Recentemente c’è stata un’interessante manifestazione nella mia città. Si tratta dei “Libri parlanti”, cioè persone che hanno avuto esperienze di vita un po’ diverse dalle solite, disposte a raccontare la loro storia e a rispondere alle domande delle persone che, incuriosite, hanno interrotto la passeggiata domenicale nel parco, per sedersi su una seggiola accanto a loro ad ascoltare.

Io ci sono stata solo poco tempo e non ho potuto conversare con tutti i libri parlanti, ma ne ho incontrati tre, molto diversi tra loro.


Il primo è stato il generale Gianni Carnevale, che ha partecipato a tutte e sei le spedizioni di Overland come responsabile tecnico dei mezzi dell’Iveco.

Ad alcune domande ha così risposto:

1)    Qual è stato il viaggio che ha gradito di più?

Il primo, perché era la prima avventura, quella ancora sconosciuta in merito alle difficoltà e alle emozioni che avrebbe suscitato.

2)    Quali prerogative servono per affrontare un viaggio come quelli di Overland?

Innanzitutto una moglie consenziente! ;) Poi un lavoro che permetta ferie lunghe, una certa disponibilità economica e saper fare un po’ di tutto. 
Foto tratta dal web


Il mio secondo incontro è stato con don Gigi, un giovane parroco da quattordici anni nella nostra città, che dovrà abbandonare tra pochi giorni per trasferirsi a Torino.

Don Gigi era molto addolorato. Ha parlato della sua sensazione di smarrimento al pensiero di dover lasciare luoghi e persone che ormai ha imparato ad amare, dove è sempre stato molto popolare e seguito. Non sarà facile ricominciare da perfetto sconosciuto in una grande città e l’unica consapevolezza sarà quella di aver risposto con l’ obbedienza al comando dei suoi superiori. Ha spiegato che un  sacerdote deve saper obbedire, quando necessario, anche se il cuore non risponde alla ragione e suggerisce di ribellarsi a quell’ordine che può apparire senza un senso logico.  

Foto tratta dal web


Il mio terzo incontro, dopo aver sentito parlare di viaggi e di dilemmi interiori, è stato molto più frizzante. Si è trattato di una Drag Queen!

Il personaggio in questione si fa chiamare Barbie Bubu, è un omone grande e grosso che durante il giorno lavora come meccanico, mentre la sera indossa tacchi dodici e vestiti molto appariscenti per esibirsi nei locali.

Ha raccontato di essersi travestito da Drag Queen una volta a Carnevale, vincendo un premio di mille euro. Con quel denaro si era pagato alcuni corsi di teatro e cabaret, iniziando poi ad esibirsi nei locali. Considerata la stazza  e la sua propensione per i ruoli divertenti, Barbie Bubu preferisce soprattutto la chiave comica, ma ho ascoltato su Youtube anche brani in cui canta, con voce femminile, e devo dire che ha buona intonazione ed una certa capacità interpretativa.

Un tipo veramente simpatico che, in passato, è stato pure pompiere, spegnendo addirittura la Cappella della Sacra Sindone in occasione dell’ultimo incendio. Terminata l’intervista, noi donne un po’ curiose abbiamo chiesto di poter essere immortalate con lui e… via con i selfie e le fotografie!Ho rimediato anche un invito in un sexi shop in occasione del prossimo concorso “Miss Drag Queen 2017”, ma credo che, almeno per il momento, diserterò la manifestazione eheheheh!
Barbie Bubu ed io


Al prossimo racconto!


2 commenti:

  1. Conoscevo sia di fama che di vista il generale Carnevale, per averlo seguito in tv nelle sue spedizioni e incrociato qualche volta per le vie del centro... ma ignoravo che la nostra cittadina annoverasse anche una Drag Queen alta come un corazziere! Non c'è che dire, un luogo che pensi di conoscere a menadito dopo esserci vissuto per decenni può ancora riservare delle sorprese :-)

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  2. Che meraviglia Katherine! Gli esseri umani hanno così tante risorse, così tante storie, così tanti percorsi... sono davvero avventure uniche! Peccato che siamo sempre più spesso spaventati dal confronto con gli altri piuttosto che incuriositi (in modo positivo, non per puro pettegolezzo!).
    Ciao, Buona estate!

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